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Disastro aereo di Charkhi Dadri, cosa accadde nello scontro
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Disastro aereo di Charkhi Dadri, lo scontro in volo che uccise 349 persone

incidente con aereo in fiamme

La storia del disastro aereo di Charkhi Dadri del 1996: la collisione tra il Boeing 747 della Saudi Arabian Airlines e l’Ilyushin Il-76 della Kazakhstan Airlines, le 349 vittime e le cause dell’incidente.

Il 12 novembre 1996, nei cieli dell’India, si consumò una delle tragedie più gravi della storia dell’aviazione civile. Un Boeing 747 della Saudi Arabian Airlines, decollato da Nuova Delhi e diretto verso Dhahran e poi Gedda, entrò in collisione con un Ilyushin Il-76 della Kazakhstan Airlines, in arrivo da Shymkent e diretto all’aeroporto Indira Gandhi.

Lo scontro avvenne vicino a Charkhi Dadri, nello Stato indiano dell’Haryana, a ovest di Delhi. In pochi istanti i due aerei precipitarono nelle campagne sottostanti. Il bilancio fu devastante: 349 morti, tutti gli occupanti dei due velivoli. Nessuno sopravvisse.

aereo in fiamme precipita
aereo in fiamme precipita – newsmondo.it

Disastro aereo di Charkhi Dadri: la collisione nei cieli dell’Haryana

Il volo saudita SV763 era partito da Nuova Delhi poco dopo le 18.30, con 289 passeggeri e 23 membri dell’equipaggio. Il volo kazako KZ1907, invece, stava scendendo verso Delhi con 27 passeggeri e 10 membri dell’equipaggio. I due aerei viaggiavano sulla stessa aerovia, in direzioni opposte, separati da quote diverse assegnate dal controllo del traffico aereo.

Il Boeing 747 era stato autorizzato a salire fino a 14.000 piedi, mentre l’Ilyushin doveva mantenere i 15.000 piedi durante l’avvicinamento. Quella separazione verticale, però, venne meno. L’aereo kazako scese sotto la quota assegnata e finì sulla traiettoria del velivolo saudita. La collisione avvenne a circa 18.40 ora locale.

Le due macchine persero il controllo e caddero in zone agricole. I rottami finirono in aree diverse, evitando una strage anche a terra, ma per chi era a bordo non ci fu scampo.

Le cause e le conseguenze sulla sicurezza aerea

L’inchiesta individuò come causa principale la discesa non autorizzata del velivolo kazako sotto la quota assegnata. Tra i fattori indicati furono citati anche problemi di comunicazione in inglese, scarsa coordinazione dell’equipaggio e carenze nella gestione delle risorse di cabina.

Il disastro mise inoltre in evidenza limiti importanti nel sistema di controllo dell’epoca. L’aeroporto di Delhi disponeva di radar primario, ma non di un sistema secondario capace di fornire ai controllori informazioni automatiche e precise sull’altitudine degli aerei. Dopo la tragedia, l’India rese obbligatori sistemi anticollisione come il TCAS sui voli commerciali, trasformando quella catastrofe in una lezione durissima per la sicurezza del traffico aereo.

Ancora oggi il disastro di Charkhi Dadri è ricordato come la più grave collisione in volo della storia dell’aviazione. Una tragedia nata da pochi minuti di comunicazioni, quote e fraintendimenti, ma capace di spezzare 349 vite in una sera di novembre.

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ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2026 14:41

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